Petrolio sotto 75$, giù prezzi carburanti

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Un mercato del petrolio in cui si registra un crollo dei prezzi da settimane, con il Brent che da ben due mesi è consecutivamente in ribasso, un fatto tanto eccezionale che per ritrovare una situazione simile bisogna risalire all’ultima statistica utile datata 1988.

Soltanto quattro mesi fa era quotato a 115 dollari ed oggi è sceso ancora. Il greggio Wti è ormai sotto i 75 dollari al barile ed anche il Brent è calato superando al ribasso la barriera degli 80 dollari. Secondo gli analisti comunque ancora non è finita.

Infatti il mercato stima che il “fondo” non sia stato ancora toccato, come sottolineato recentemente anche dall’Agenzia internazionale per l’energia che ha previsto ulteriori ribassi anche nel corso dei primi mesi del 2015.

Petrolio: shale oil

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È evidente un nuovo cambiamento in atto sul mercato dell’oro nero.

In questo momento è chiaro a tutti che l’offerta di greggio è di molto superiore alla domanda. Le cause sono da ricercarsi principalmente nello shale oil americano, per il quale si è deciso per un incremento della produzione ed oggi ha raggiunto i 9 milioni di barili al giorno. Si tratta di quantitativi eccezionali, che mettono a dura prova anche giganti petroliferi del peso di Arabia Saudita e Russia.

Negli ultimi anni un così repentino movimento dei prezzi del petrolio si era registrato soltanto nel 2008, anche se allora la spinta era al rialzo, un rally che portò le quotazioni del barile molto vicine alla soglia dei 150 dollari.

Un petrolio in continuo ribasso che adesso incomincia comunque a produrre i suoi effetti sul prezzo dei carburanti.

In vista della riunione a Vienna del prossimo 27 novembre, è chiara la posizione dell‘Arabia Saudita che vuole mantenere inalterata la propria produzione, mentre altri paesi, come Venezuela ed Ecuador, per sostenere il prezzo del petrolio si auspicano tagli all’attività produttiva, ma ancora è tutto molto incerto.

Prezzi carburanti

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Nonostante i ribassi generalizzati dei carburanti anche in Italia, le associazioni di consumatori mettono in risalto l’eccessiva differenza di prezzo rispetto agli altri paesi dell’Unione europea.

Codacons lamenta infatti che i prezzi dei carburanti in Italia rimangono sempre i più elevati d’Europa, soprattutto per la eccessiva tassazione vigente sulla benzina. La media europea della benzina è pari a 1,395 euro al litro, mentre da noi la verde costa in media 0,327 euro in più.

Prendendo come riferimento un veicolo di cilindrata media, secondo le stime del Codacons, un automobilista italiano andrà a spendere circa 16 euro in più rispetto alla media dell’area euro.

Ricordiamo che in questo periodo di ribassi, oggi sono diversi i trader che ne stanno approfittando per fare tanti soldi online grazie al Forex ed alle Opzioni Binarie, strumenti finanziari oggi sempre più diffusi e di successo.

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